L’altro lato dell’artista 2018-12-02T21:02:55+00:00

L’altro lato dell’artista

Federico Carro è anche un compositore e un cantautore, qui sotto puoi guardare la sua discografia:

 

Come un lampo:

L’album “Come un lampo” nasce da un tragico incidente di un amica d’infanzia dell’artista,

alla quale in Federico Carro cambierà fortemente la sua decisione di vita.

Federico Carro, riuscendo a mettere da parte i soldi , prende lezioni private di piano, riuscendo a comporre e scrivere il suo album, dedicato alla sua amica prematuramente scomparsa.

Di seguito troverete il primo video clip realizzato a Vernazza, dal titolo: “Come un lampo”. Il video riprende alcune zone di Vernazza e sopra le montagne della Spezia, per cui rimanda ai ricordi che sfuggono ad una vita passata che ritorna alla mente dell’autore. L’atmosfera del mare e delle montagne che circondano il paesaggio è il risultato del ricordo della sua amica d’infanzia che ritorna nei meandri delle onde e nel respiro del paesaggio.

Il secondo videoclip: “Lovely storm”, racconta di una storia d’amore che si trasforma in una tempesta attraverso l’amore e le emozioni che circondano l’intero scenario del video, per il quale gli artisti (dove c’è l’autore stesso!) Vanno in giro insieme e quindi prova il ballo vicino a una spiaggia. Gli scatti sono stati fatti a Vernazza, Lerici e Tellaro.

Il terzo video: “Replace my soul” racconta attraverso un live una storia d’amore finita male, dove la ragazza in questione segue l’autore nella sua vita quotidiana come se fosse accanto a lui come uno “spettro”, dove appare e lui scompare come se fosse di fronte a lui senza volerlo lasciar andare. Gli scatti sono stati girati nelle strade e all’interno del “Swamp Club” di Carrara.

Il quarto video realizzato da Federico vede la sua prima collaborazione con Alessio Ciancianaini con il loro primo video chiamato “Brucerei il fuoco per te”. Il video in questione è un video Lyrics che si rivela al pubblico con colori caldi e frenetici come la canzone stessa che, nonostante sia ritmata, l’autore utilizza parole forti quali: “annegherei il mare”, “soffocherei l’aria” e “brucio il fuoco”.

Il quinto e ultimo video sul primo album di Federico, è un video dal titolo: “Languido rimorso”. Un video con un tono freddo e un ritmo lento ma malinconico, completamente opposto al precedente: “Brucerei il fuoco per te”.

Starlight:

Qui di seguito troverete il primo video clip dell’autore dal suo secondo album che viene presentato con suoni electro-pop-funk arricchiti da un blues soffuso e nostalgico per descrivere un incontro casuale da cui scaturisce un amore dolce e avvolgente. Federico racconta la storia di un incontro casuale in strada con una ragazza che, per mano del destino, si incontrerà di nuovo insieme da un’altra parte. Il sentimento reciproco esplode con la canzone, con i due protagonisti che iniziano subito a parlare e finiscono per ballare insieme come se si conoscessero per tutta la vita. “Starlight” prende spunto dalla vera esperienza del cantautore con una ragazza canadese: proprio come nella canzone, da un incontro dettato dal caso nasce una relazione di forti sentimenti condivisi. Il video, girato per le strade di New York, mostra un velo di nostalgia mescolato con un particolare e ben definito groove di electro-pop-funk che risalta la voglia di ballare, ma anche il desiderio di incontrare quella ragazza nello stesso luogo e rivivere la relazione generata lì insieme. Girando tra Wall Street, vicino al Brooklin Bridge, e poi trasferendosi a Central Park nelle strade più diverse, Federico esprime il valore dell’amore circoscritto da un’atmosfera che richiama con i suoi suoni il mare, le stelle e la luna in un giorno indimenticabile che, pur non aspettando la serata, intende rendere quella sensazione condivisibile a tutte le ore del giorno, quasi a ricordarci che la dolce danza dell’amore può essere avvertita in qualsiasi momento. Con il suo ritmo veloce, “Starlight” diventa il tenero ricordo di una serata dolce e avvolgente sotto un cielo stellato in una notte magica e senza tempo.

D’altra parte, il secondo videoclip: “Looking for pain”, cantante a parte, vede la giovane attrice bolognese Alessandra Nardella come interprete. L’idea alla base del video viene dall’atmosfera stessa della canzone, malinconica e focalizzata su sentimenti legati all’inquietudine interiore; la metafora visiva poggia su entrambi i luoghi quotidiani, un appartamento semi-nudo e asettico, come stanze abbandonate, rovinato, grigio e sbiadito, quasi a voler ricordare un momento di caos interiore, durante il quale questa ricerca (“looking for pain“) non ha una direzione precisa e conforme. Forse, il dubbio rimarrà fino alla fine del video.

Il terzo videoclip: “Rising flame” sembra una canzone che ricorda molto i suoni rock degli anni ’80 riadattati con elementi moderni. Dalle forti influenze dei Depeche Mode, Rising Flame racconta come non dovremmo fermarci prima degli ostacoli, poiché il desiderio di superarli non può che venire da una forte determinazione che cresce come una macchina da corsa. Il video è stato girato all’inizio di novembre, le riprese si sono svolte sul lungomare di Viareggio e in alcune località della provincia di La Spezia. La produzione e la regia sono state curate da Alessio Ciancianaini, regista ligure che si è avvalsa della collaborazione di uno staff locale di professionisti. Oltre al cantante, il video vede la collaborazione della giovane modella spezzina Giulia Casalini. L’idea alla base del prodotto viene dall’atmosfera della canzone, fortemente in debito con i suoni tipici degli anni ’80. I colori, i costumi, gli oggetti e gli ambienti sono stati scelti e preparati per evocare questi “paesaggi”, senza alcun desiderio di replicare fedelmente il periodo, ma cercando di richiamarlo attraverso questi elementi e di omaggiarlo in un carico deliberatamente a modo. L’oggetto metafora del testo della canzone ha poi ispirato l’atmosfera tutta incentrata sul mondo dell’automobile, quasi a creare un legame tra la passione crescente e tutto ciò che può venire dai motori, dalla velocità e dai corpi delle auto.

Federico Carro